Gelindo Castellarin
Membro AME SLP e AMP – Udine – 17/03/2020
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In questi giorni di carcerazione volontaria, causa coronavirus, mi posso dedicare, senza orari, allo studio delle cose che mi appassionano. A partire dall’intersezione tra Neuroscienze e Psicoanalisi2, sto cercando un’implementazione logica che tenga uniti il Nodo Bo e il Neurofeedback3, attraverso una lettura serrata de La terza4 di J. Lacan, mio fondamentale punto di illuminazione e partenza per molte mie riflessioni teoriche. Più di sempre, però, il mio pensiero deraglia sul coronavirus e sugli ultimi passi di una soglia/traguardo che mi sono dato, a meno sei dagli ottanta, ma che il Corona, l’Altro Reale (nome in codice Covid-19), potrebbe annichilire in pochi giorni. Pale blue dot, quindi, un banale punto azzurro pallido, la nostra terra, un soffio la nostra esistenza. Ma una speranza, con Lacan, non tutto è vano!
Il coronavirus, come la mia vita è un’emergenza che gode nel Reale, e come la mia vita insegue il suo oggetto a di generazione in generazione. Così il Corona deve necessariamente iscriversi nel Nodo Bo, almeno due volte: una volta nel Reale della vita che gode, impossibile a dirsi tutta e una volta nel Simbolico, possibile a dirsi nella sequenza trasmissibile della sequenza significante delle circa 30mila basi nucleotidiche, cioè nel codice genetico che lo compongono5.
Quale lezione magistrale offre, a noi analisti lacaniani, il Corona?
Banale sarebbe rispondere che il Corona, battezza l’homunculus, con un imprevisto atto analitico di rettifica soggettiva, con sicuro effetto di sorpresa nella direzione di una castrazione del logocentrismo significante e del narcisismo del mulino vuoto delle parole vuote, ma soprattutto ci indica la necessità, per ognuno, di riscoprire il Silenzio di Arpocrate6 rimasto inudibile nel frastuono della modernità.
Così udiremo, in silenzio, l’ Esistente incarnato nel Nodo Bo dell’umano, nelle sue componenti Reali (fisiche, chimico-organiche, spazio-temporali, evoluzionistiche e emergenti, ecc., dal big bang all’homo sapiens), nelle sue componenti Immaginarie (rispecchiamento dell’Esistente nelle sue rappresentazioni) e Simboliche (Lingua, Linguaggi, Simboli, Cultura, Storia e Antropologia).
Questo Nodo Bo è un disegno intelligente dell’Esistente che ha in sé, con Lacan del Sem. IV7, un Significante nel reale, significante che non necessita di un Altro dell’Altro per esistere, ma che ci lascia inesorabilmente del tutto soli di fronte alla unica nostra responsabilità soggettiva di esistere.
Qualunque cosa possa succedere, comunque, sono felice di poter dire: «ci sono stato!».
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[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pale_Blue_Dot
[2] Vedi anche: Castellarin G. (2002), Neuropsicologia delle parole. S. Freud, R. Jakobson e le ricerche attuali sull’afasia in “La Psicoanalisi”, 32, Roma, Astrolabio, pp. 109-140; Castellarin G. (2016), “Lacan e i neuroni specchio: un’introduzione” in “Attualità lacaniana”, 20, Rivista della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, Alpes; Castellarin G. (1992) Hommelettre, una possibile lettura informatizzata della catena L di J. Lacan, Atti GISEP, Napoli, 1992, pp.63-100.
[3] Che sto imparando con gli elettrodi in testa, guidati da BrainAvatar®4.6.4 (64-bit) by BrainMaster: https://www.brainmaster.com/
[4] J. Lacan, La terza in “La Psicoanalisi”, 12, Roma, Astrolabio, 1992.
[5] Il SARS-CoV-2 è un virus “giovane”. Essendo stato identificato solo tre mesi fa, del SARS-CoV-2 conosciamo relativamente poco sia dal punto di vista biologico che da quello clinico ed epidemiologico. Alcune sequenze di riferimento (RefSeq NC_045512: lunghezza pari a 29903 coppie di basi di ss-RNA) dell’intero genoma di SARS-CoV-2 sono già disponibili a tutti i ricercatori del mondo e depositate nella banca dati del NCBI (Usa) (Fonte don Roberto Colombo, genetista Un. Cattolica-Roma).
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Arpocrate
[7] J. Lacan, Il Seminario, Libro IV, La relazione d’oggetto [1956-1957], Torino, Einaudi, 1994, pp.251 e segg.